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La Storia
 

La Storia

 
Il trial nasce in Inghilterra agli inizi del XX secolo, dove si svolgono le prime competizioni con moto di serie impegnate in percorsi accidentati, tutto prosegue fino alla seconda guerra mondiale.Con il termine dell’evento bellico si indicare anche l’inizio di quello che il trial moderno, in questo periodo nascono i primi prototipi delle famose case inglesi: Norton, AJS Matchless, Ariel, Triumph, Barnett, Sun, BSA, Greeves a molte altre appositamente progettati per questo nuovo sport Visto il crescente interesse per la disciplina, alcuni costruttori inserirono le loro creature nei listini, Il trial rappresenta un valido banco di prova per misurare l'abilita' di guida dei piloti e nel contempo un eccellente punto di confronto dei mezzi- In Italia il trial vede i primi pionieri negli anni 60.
 

 

Regolamento

 
Possiamo dividere la disciplina del Trial in due gruppi La prima, il motoalpinismo che vede l’appassionato impegnato su percorsi e sentieri.
La seconda, definito genericamente “Trial” si svolge in aree ristrette con prove controllate, collegate da un percorso detto trasferimento, dove il pilota deve cercare di superare le difficolta'; senza posare piedi a terra, il concorrente dotato di un cartellino segnapunti al termine della sezione consegna lo stesso ad un giudice che “pinza” nella casella corrispondente il punteggio ottenuto.
Il “Trial” si puo' dividere in due categorie, quello all'aperto (outdoor) che si sviluppa su un percorso diviso in numerose zone (da 8 a 15) da percorrere per un numero arbitrario di giri (di solito 2/3 giri) in un tempo massimo di 5/6 ore Le prove affrontate singolarmente presentano ostacoli di varia natura come fiumi, rocce, muretti, tronchi d'albero, salite e discese ripidissime, curve strette.
La seconda categoria quello con ostacoli artificiali (indoor) prevede il superamento di manufatti in cemento o ferro, tronchi d’albero opportunamente sistemati, gomme di notevoli dimensioni.
In entrambi i casi l’assegnazione del punteggio non cambia, nella tabella qui sotto viene spiegato il sistema di valutazione: Nessun piede appoggiato a terra=0 punti di penalita' 1 piede appoggiato a terra=1 punto di penalita'2 piedi (contemporaneamente e non)=2 punti 3 o piu' piedi=3 punti.
Arretramento della moto sul percorso, manubrio che tocca terra, togliere una mano dal manubrio con il piede a terra, rottura di una fettuccia, incrocio di traiettoria, spegnimento del motore con il piede a terra o non completamento della zona=5 punti Chi risulta vincitore quindi colui che alla fine di tutte le zone, ha totalizzato il minor numero di penalita' Il regolamento prevede anche ulteriori penalita' di "tempo", oltre il termine previsto, per un tempo massimo di 20 minuti, in questo modo il pilota puo' concludere la prova vedendosi aggiungere al proprio punteggio una penalita' per ogni minuto di ritardo, per ovviare a cio' i concorrenti, alle battute finali della gara, preferiscono saltare una zona, subendo la penalizzazione prevista di 5 punti, per non correre il rischio che il tempo perso nel tentativo di superare la zona stessa, comporti una penalizzazione ancora maggiore.
 

 

Le caratteristiche di una classica moto da trial sono:

 
Le motociclette utilizzate nel trial negli ultimi anni hanno subito una radicale trasformazione, se nel dopoguerra queste superavano i 100 kg, ora lo standard e' fissato intorno ai 70 kg con punte anche fino a 66.
Le ridotte dimensioni e la leggerezza permettono garantiscono una maggiore agilita' componente tra le principali del Trial Le cilindrate comprese fra i 50 e i 300 cm3 ; vedono una coppia quasi costante al variare del numero di giri, prevalere sulla potenza massima molto piu' importante nelle altre discipline motoristiche.
Le case produttrici di queste moto sono oggigiorno la GasGas, la Montesa (di proprieta' Honda) la Jotagas, Ossa e la Sherco (Spagnole), la Beta (italiana), la Scorpa (francese controllata Sherco).
 
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