{"id":36,"date":"2025-02-16T16:10:10","date_gmt":"2025-02-16T15:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/cgel.me\/?page_id=36"},"modified":"2025-02-16T16:10:10","modified_gmt":"2025-02-16T15:10:10","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/cgel.me\/?page_id=36","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n<table width=\"100%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n  <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n  <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td align=\"left\" valign=\"top\"><strong>Il trial nasce in Inghilterra agli inizi del XX secolo, dove si svolgono le prime competizioni con moto di serie impegnate in percorsi accidentati, tutto  prosegue fino alla seconda guerra mondiale.Con il termine dell\u2019evento bellico si  indicare anche l\u2019inizio di quello che  il trial moderno, in questo periodo nascono i primi prototipi delle  famose case inglesi: Norton, AJS Matchless, Ariel, Triumph, Barnett, Sun, BSA, Greeves a molte altre appositamente progettati per questo nuovo sport\nVisto il crescente interesse per la disciplina, alcuni costruttori inserirono le loro creature nei listini, Il trial rappresenta un valido banco di prova per misurare l&#8217;abilita&#8217; di guida dei piloti e nel contempo un eccellente punto di confronto dei mezzi-\nIn Italia il trial vede i primi pionieri negli anni 60.<\/strong><\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td><hr><\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td><h1><strong><center>Regolamento<\/center><\/strong><\/h1><\/td>\n  <\/tr>\n      <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n      <tr>\n    <td align=\"left\" valign=\"top\"><strong>Possiamo dividere la disciplina del Trial in due gruppi La prima, il motoalpinismo che vede l\u2019appassionato impegnato su percorsi e sentieri.<br>\nLa seconda, definito genericamente \u201cTrial\u201d si svolge in aree  ristrette con prove controllate, collegate da un percorso detto trasferimento, dove il pilota deve cercare di superare le difficolta&#8217;; senza posare piedi a terra, il concorrente dotato di un cartellino segnapunti al termine della sezione consegna lo stesso ad un giudice che \u201cpinza\u201d nella casella corrispondente il punteggio ottenuto.<br>\nIl \u201cTrial\u201d si puo&#8217; dividere in due categorie, quello all&#8217;aperto (outdoor) che si sviluppa su un percorso diviso in numerose zone (da 8 a 15) da percorrere per un numero arbitrario di giri (di solito 2\/3 giri) in un tempo massimo di 5\/6 ore\nLe prove affrontate singolarmente presentano ostacoli di varia natura come fiumi, rocce, muretti, tronchi d&#8217;albero, salite e discese ripidissime, curve strette.<br>\nLa seconda categoria quello con ostacoli artificiali (indoor) prevede il superamento di manufatti in cemento o ferro, tronchi d\u2019albero opportunamente sistemati, gomme di notevoli dimensioni.<br>\nIn entrambi i casi l\u2019assegnazione del punteggio non cambia, nella tabella qui sotto viene spiegato il sistema di valutazione:\nNessun piede appoggiato a terra=0 punti di penalita&#8217; 1 piede appoggiato a terra=1 punto di penalita&#8217;2 piedi (contemporaneamente e non)=2 punti 3 o piu&#8217; piedi=3 punti.<br> \nArretramento della moto sul percorso, manubrio che tocca terra, togliere una mano dal manubrio con il piede a terra, rottura di una fettuccia, incrocio di traiettoria, spegnimento del motore con il piede a terra o non completamento della zona=5 punti\nChi risulta vincitore quindi  colui che alla fine di tutte le zone, ha totalizzato il minor numero di penalita&#8217;\nIl regolamento prevede anche ulteriori penalita&#8217; di &quot;tempo&quot;, oltre il termine previsto, per un tempo massimo di 20 minuti, in questo modo il pilota puo&#8217; concludere la prova vedendosi aggiungere al proprio punteggio una penalita&#8217; per ogni minuto di ritardo, per ovviare a cio&#8217; i concorrenti, alle battute finali della gara, preferiscono saltare una zona, subendo la penalizzazione prevista di 5 punti, per non correre il rischio che il tempo perso nel tentativo di superare la zona stessa, comporti una penalizzazione ancora maggiore.<\/strong><\/td>\n  <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td><hr><\/td>\n  <\/tr>\n    <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n      <tr>\n    <td><h1><strong><center>Le caratteristiche di una classica moto da trial sono:<\/center><\/strong><\/h1><\/td>\n  <\/tr>\n      <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n        <tr>\n    <td align=\"left\" valign=\"top\"><strong>Le motociclette utilizzate nel trial negli ultimi anni hanno subito una radicale trasformazione, se nel dopoguerra queste superavano i 100 kg, ora lo standard e&#8217; fissato intorno ai 70 kg con punte anche fino a 66.<br>\nLe ridotte dimensioni e la leggerezza permettono garantiscono una maggiore agilita&#8217; componente tra le principali del Trial\nLe cilindrate comprese fra i 50 e i 300 cm3 ; vedono una coppia quasi costante al variare del numero di giri, prevalere sulla potenza massima molto piu&#8217; importante nelle altre discipline motoristiche.<br>\nLe case produttrici di queste moto sono oggigiorno la GasGas, la Montesa (di proprieta&#8217; Honda) la Jotagas, Ossa e la Sherco (Spagnole), la Beta (italiana), la Scorpa (francese controllata Sherco).<\/strong><\/td>\n  <\/tr>\n        <tr>\n    <td>&nbsp;<\/td>\n  <\/tr>\n\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il trial nasce in Inghilterra agli inizi del XX secolo, dove si svolgono le prime competizioni con moto di serie impegnate in percorsi accidentati, tutto prosegue fino alla seconda guerra mondiale.Con il termine dell\u2019evento bellico si indicare anche l\u2019inizio di quello che il trial moderno, in questo periodo &#8230;<\/p>\n<p class=\"continue-reading-button\"> <a class=\"continue-reading-link\" href=\"http:\/\/cgel.me\/?page_id=36\">Continue reading<i class=\"crycon-right-dir\"><\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-36","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/36","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/36\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37,"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/36\/revisions\/37"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/cgel.me\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}